DURA LEX SED LEX
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Ragazza legata e segregata da familiari di fede islamica: quando non è reato?

Cass. Penale, Sez.V, sent. n.31510/2007



Questa settimana intendo sottoporre alla vostra attenzione  una sentenza della Suprema Corte che, a mio modesto parere, ha dell’incredibile.
Non intendo esprimere alcun giudizio espresso in merito, ma lascio che siate voi ad manifestare la vostra opinione inviando,eventualmente le vostre opinioni che, se vorrete, verranno anche pubblicate ( in forma anonima).


Con sent. n. 31510 del 2 agosto 2007 (Pres. Calabrese) della Quinta Sezione della Cassazione sono stati assolti dai reati di sequestro di persona e maltrattamenti i familiari di una giovane per averla tenuta legata e segregata in casa.
A sostegno di tale pronuncia, la Suprema Corte ha affermato che i comportamenti degli imputati non erano stati attuati con abitualità né con volontà di sopraffazione e disprezzo, bensì per il bene della ragazza. I familiari della giovane le tenevano legati i polsi per impedirle gesti di autolesionismo. Il desiderio di suicidio sarebbe maturato nella mente della giovane in quanto i parenti le impedivano di condurre una stile di vita da loro ritenuto non conforme alla cultura islamica. La trasgressione della giovane sarebbe consistita nell’essersi incontrata con un uomo mentre si recava al lavoro.