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Nullità alcoltest se omesso avviso difensore

Cassazione Penale, Sezioni Unite,n.5396/2015

DIFESA TECNICA E ALCOL-TEST


Con la sentenza n. 5396/2015, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite è intervenuta per definire i limiti della facoltà di farsi assistere dal difensore durante il rilevamento del tasso alcolemico, cd.alcol-test.

La costante giurisprudenza di legittimità già definisce "a regime intermedio" la nullità dell'atto in caso di mancato avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'esame tecnico, per violazione art. 114 disp.att. c.p.p.
Ai sensi dell'art. 182 c.p.p.,tale nullità può, pertanto, sanata anche mediante memorie o richieste, se non dedotta prima o immediatamente dopo il compimento al quale la parte ha partecipato.

Le Sezioni Unite sono, nello specifico, intervenute per dirimere, tuttavia, il contrasto che riguardava il limite temporale entro il quale si possa utilmente eccepire tale nullità.

Il primo orientamento, ispirato ad una lettura restrittiva dell'art. 182 c.p.p. comma 2, riteneva che dovesse essere eccepita prima del compimento dell'atto o "immediatamente dopo" da parte dello stesso indagato o al più mediante una memoria ex art. 121 c.p.p. Tale tesi riteneva superfluo subordinare l'eccezione all'assistenza di un difensore, in quanto non necessarie "particolari cognizioni di ordine tecnico".

Ad una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 182 c.p.p., comma 2, si ispirava un secondo orientamento attento all'inviolabile principio del diritto di difesa sancito dall'art. 24 Cost.
L'eccezione di nullità poteva essere sollevata con il primo atto procedimentale utile, come nell'atto di opposizione al decreti penale di condanna o in sede di richiesta di riesame.

La Suprema Corte a Sezioni Unite, con la sentenza n. 5396 del 05.02.2015, è giunta a escludere "che una qualsiasi nullità debba essere personalmente eccepita, a pena di decadenza, dal soggetto indagato o imputato, non solo nell'immediatezza dell'atto nullo ma anche successivamente, poiché tale soggetto non ha, o si presume per postulato legale che non abbia, le conoscenze tecniche indispensabili per apprezzare che l'atto o il mancato atto sia non rispettoso delle regole processuali, e per di più che egli debba attivarsi per eccepire ciò, entro certi termini, a pena di decadenza".
Termine ultimo per sollevare l'eccezione va, tuttavia, individuato nella deliberazione della sentenza di primo grado ai sensi dell'art. 180 c.p.p.
La pronuncia si ispira al principio generale per cui, nel nostro ordinamento processuale, prevale la difesa tecnica sull'autodifesa, mai consentita in via esclusiva, ma soltanto affiancata dall'apporto di un esperto di diritto abilitato alla professione legale.

- a cura di TODDE Liala, Avvocato penalista del Foro di Torino



Art. 114 disp, att. cod. proc. pen. - AVVERTIMENTO DEL DIRITTO ALL'ASSISTENZA DEL DIFENSORE Nel procede al compimento degli atti indicati dall'art. 356 del codice, la polizia giudiziaria avverte la persona sottoposta alle indagini, se presente, che ha facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia