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Partecipazione e concorso esterno nel delitto di associazione di tipo mafioso ( art.416 bis c.p.)

Cass. Sezioni Unite 12 luglio 2005 , Sentenza Mannino

Pres.Marvulli, Est. Canzio




Partecipazione ad associazione mafiosa 

Si definisce ‘partecipe’ colui che risulta inserito stabilmente e organicamente nella struttura organizzativa dell’associazione mafiosa, da intendersi non in senso statico, come mera acquisizione di uno status, bensì in senso dinamico e funzionalistico.



Concorso esterno in associazione mafiosa

Si ha concorso esterno in associazione mafiosa quando un soggetto, non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio e privo dell’affectio societatis, fornisce all’associazione mafiosa  un concreto , specifico, consapevole, volontario contributo che si configura come condizione necessaria per la conservazione o il rafforzamento delle capacità  operative dell’associazione.

  • Sul piano dell’accertamento della causalità

E' necessario un apprezzamento ex post dell’effettivo nesso condizionalistico tra la condotta stessa e la realizzazione del fatto di reato, come storicamente verificatosi hic et nunc.
Non è sufficiente che il contributo atipico aumenti la probabilità o il rischio di realizzazione del fatto di reato, secondo una cd nozione “debole” di causalità.

La sentenza Mannino, richiamandosi alla precedente sentenza Franzese ( Cass. 10 luglio 2002),  impone un modello di accertamento del nesso causale rigoroso mediante il ricorso a leggi scientifiche universali o statistiche o massime di esperienza teoricamente ed empiricamente controllabili (“elevata probabilità logica o probabilità prossima alla certezza”) . Anche in relazione a tale fattispecie criminosa si dovrà utilizzare il rigore probatorio dell’ “oltre ogni ragionevole dubbio” richiesto dal diritto penale  per tutti gli elementi costitutivi del fatto di reato.

  • Sul piano dell’elemento soggettivo
Occorre dimostrare che il soggetto è consapevole dei metodi e dei fini dell’associazione mafiosa e dell’efficacia causale della sua attività di sostegno, vantaggiosa per la conservazione o il rafforzamento dell’associazione.

Il dolo del concorrente esterno deve, quindi, investire nei momenti della rappresentazione e volizione :
-  tutti gli elementi essenziali della figura criminosa tipica
-  il contributo causale recato dal proprio comportamento  alla realizzazione del fatto concreto
-  i metodi e fini dell’associazione

E’ escluso il dolo intenzionale o diretto (a cui faceva riferimento la sentenza Carnevale) e il dolo eventuale.




                                                                                                                  L.T.



Milano, 23 febbraio 2007