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Don Gino Rigoldi
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Don Gino Rigoldi padre che accoglie e non giudica i ragazzi di strada

Aperta una casa famiglia a Milano per aiutare e recuperare i baby-prostituti




La gente dabbene di Milano preferisce fingere di non conoscere le nefandezze che ogni giorno si nascondono in piazza Trento , nei pressi del Cimitero Maggiore, ma anche in locali a luci rosse e club privé per soli uomini.
La corruzione dei costumi, tuttavia, trova nutrimento proprio tra i numerosi appartenenti dell’alta società.
Anche questo ‘business’ , infatti,  risponde alle dure regole di qualunque tipo di mercato: un’offerta elevata per far fronte ad una richiesta sempre in aumento.
“La domanda di prostituzione maschile è in crescita ed è un problema che non si risolve solo con un intervento giurisdizionale: l’unico possibile intervento è il recupero di queste creature” ha sottolineato il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro.
In questa situazione di torpore generale, in cui tutti storcono il naso in un senso di fastidio più che di attenzione sociale, c’è anche chi non si limita ad osservare.
E’ Don Gino Rigoldi, il cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano.
Da 40 anni è al servizio dei ragazzi che la ‘capitale della moda e delle grandi holdings’  relega ai margini della società. Ha fondato nel parco di Trenno una casa famiglia, che garantisce ai ragazzi di strada non solo un aiuto materiale ( un pasto, una doccia, l’utilizzo di internet per comunicare con la famiglia), ma anche un significativo sostegno morale.
Psicologi e avvocati offrono una consulenza gratuita nella speranza di recuperare questi giovani che vendono il loro corpo a volte per necessità a volte per profonda solitudine.
Sono quasi tutti minori provenienti dall’Est , rimasti orfani . Una piccola percentuale è rappresentata da nordafricani. I pochi  italiani sono per lo più tossicodipendenti.
La ‘ clientela’ è la più varia: ricchi, poveri, giovani, vecchi, impiegati, autorevoli professionisti…
Le tariffe possono arrivare anche a 200-300 euro nei club privé. Tanto più elevate quanto minore è l’età del ‘baby-prostituto’.

La Commissione Europea in una Comunicazione al Parlamento Europeo e al Consiglio - "Lotta contro la tratta degli esseri umani" [ 18.10.2005  COM(2005)514 ] aveva messo in luce, già lo scorso anno, come gli sforzi diretti ad arginare il devastante fenomeno della prostituzione minorile non sono sufficienti:
"I reati connessi alla tratta dei bambini, in particolare la prostituzione minorile o le attività sessuali con bambini che si prostituiscono, sono già stati affrontati nella decisione quadro del Consiglio relativa alla tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile. Ma il livello di armonizzazione raggiunto è abbastanza limitato" .



                                                                              L.T.


Milano, 12 marzo 2007