DURA LEX SED LEX
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“Sei in arresto” se fuggi evadi!

Cass. Penale 12 maggio 2006 n. 22014




Delitti contro l’amministrazione della giustizia - Evasione - Esecuzione di misura coercitiva -  Fuga dopo la comunicazione orale - Configurabilità

Cass. Penale, Sezione Sesta,  12 maggio 2006 n. 22014 (depositata 22 giugno 2006)
Pres. G. Ambrosini, Relatore F. Serpico


Configura il delitto di evasione la condotta di colui che destinatario di un provvedimento coercitivo, si allontani dalla propria abitazione alla vista delle forze dell’ordine  che solo verbalmente lo avevano dichiarato in arresto. La giurisprudenza, in caso di arresto in esecuzione di un provvedimento coercitivo, aveva in precedenza affermato che l’arresto non richiede formule sacramentali, ma consta di un’attività materiale diretta ad instaurare il rapporto coercitivo e di un’attività dichiarativa intesa a rendere edotto l’arrestato del titolo giuridico per il quale l’arresto è compiuto(1).
Nella fattispecie in esame, la Suprema Corte ha ritenuto integrati gli estremi del reato di evasione nell’ipotesi in cui un soggetto, ricevuta la comunicazione orale del provvedimento restrittivo della libertà, fuggiva dal luogo presidiato dalla forza pubblica.

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(1) Cass. Pen. Sezione Terza 12 gennaio 1976, Maistrello; Sez. Terza, 8 ottobre 1986, Odenino.