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Violato l’art. 6 della Cedu. Ineseguibile il giudicato

Esecuzione penale - Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Cass. Pen. Sez. I , 1 dicembre 2006)



CORTE DI CASSAZIONE , Sez. I,   1 dicembre 2006
Pres. Fazzioli, Est. Silvestri
Ric. Dorigo



Il giudice dell’esecuzione (1) deve dichiarare , a norma dell’art.670 C.P.P., l’ineseguibilità del giudicato quando la Corte Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali abbia accertato che la condanna è stata pronunciata per effetto della violazione delle regole sul processo equo sancite dall’art. 6 della Convenzione Europea e abbia riconosciuto il diritto alla rinnovazione del giudizio.

L’ineseguibilità del giudicato segue alla sopravvenuta inefficacia del titolo esecutivo che rende illegittima la detenzione.
La Corte, nel motivare il principio di diritto affermato nella pronuncia in esame, fa chiaro riferimento alla diretta precettività delle norme della Cedu (2)  e all’obbligo di conformarsi alla giurisprudenza della Corte Europea [ Cass.Pen. 2006 , Somogyi].
Risoluzioni del Comitato dei Ministri e dell’Assemblea Parlamentare, rapporti e raccomandazioni hanno, peraltro, denunciato la protratta inadempienza dell’Italia all’obbligo di provvedere alla riapertura del processo dal momento che “reste le meilleur moyen d’assurer la restitutio in integrum dans cette affaire”.


_________________________
(1) Strumento processuale è l'incidente di esecuzione
(2) Nella sentenza 28507 del 2005 la Suprema Corte a Sezioni Unite ha sancito l’obbligo per il giudice di disapplicare la norma interna in contrasto con la norma patrizia dotata di immediata precettività nel caso concreto data la natura sovraordinata della norme della Convenzione




Milano, 25 settembre 2007