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Criminalità informatica

La Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa ratificata in Italia con legge 18 marzo 2008 n. 48.


Con la Legge 18 marzo 2008 n. 48 è stata ratificata la Convenzione del Consiglio d'Europa
sulla criminalità informatica, firmata a Budapest il 23 novembre 2001. Nel testo legislativo, di cui si riporta qui di seguito la versione integrale, sono contenute norme di adeguamento dell'ordinamento interno.
 
(G.U. 4 aprile 2008, n. 80; s.o. n. 79)
 
Capo I
RATIFICA ED ESECUZIONE
Art. 1.
(Autorizzazione alla ratifica)
 
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, di seguito denominata «Convenzione».
 
Art. 2.
(Ordine di esecuzione)
1. Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore in conformità a quanto disposto dall'articolo 36 della Convenzione stessa.
 
Capo II
MODIFICHE AL CODICE PENALE E AL
DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231
 
Art. 3.
(Modifiche al titolo VII del libro secondo del codice penale)
 
1. All'articolo 491-bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, dopo la parola: «privato» sono inserite le seguenti: «avente efficacia probatoria»;
b) il secondo periodo è soppresso.
2. Dopo l'articolo 495 del codice penale è inserito il seguente:
«Art. 495-bis. - (Falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull'identità o su qualità personali proprie o di altri). - Chiunque dichiara o attesta falsamente al soggetto che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche l'identità o lo stato o altre qualità della propria o dell'altrui persona è punito con la reclusione fino ad un anno».
 
Art. 4.
(Modifica al titolo XII del libro secondo del codice penale)
1. L'articolo 615-quinquies del codice penale è sostituito dal seguente:
«Art. 615-quinquies. - (Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico). - Chiunque, allo scopo di danneggiare illecitamente un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti ovvero di favorire l'interruzione, totale o parziale, o l'alterazione del suo funzionamento, si procura, produce, riproduce, importa, diffonde, comunica, consegna o, comunque, mette a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa sino a euro 10.329».
 
Art. 5.
(Modifiche al titolo XIII del libro secondo del codice penale)
1. L'articolo 635-bis del codice penale è sostituito dal seguente:
«Art. 635-bis. - (Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se ricorre la circostanza di cui al numero 1) del secondo comma dell'articolo 635 ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è della reclusione da uno a quattro anni e si procede d'ufficio».
2. Dopo l'articolo 635-bis del codice penale sono inseriti i seguenti:
«Art. 635-ter. - (Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette un fatto diretto a distruggere, deteriorare, cancellare, alterare o sopprimere informazioni, dati o programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o ad essi pertinenti, o comunque di pubblica utilità, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Se dal fatto deriva la distruzione, il deterioramento, la cancellazione, l'alterazione o la soppressione delle informazioni, dei dati o dei programmi informatici, la pena è della reclusione da tre a otto anni.
Se ricorre la circostanza di cui al numero 1) del secondo comma dell'articolo 635 ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, la pena è aumentata.