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Friederich Heinrich Karl Haarmann
Friederich Heinrich Karl Haarmann
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Il “Lupo Mannaro” di Hannover

Friederich Heinrich Karl Haarmann, il serial killer che agli inizi del XXesimo secolo uccise azzannando le sue vittime alla gola.


Biografia

Friederich Heinrich Karl Haarmann nacque nel 1879 ad Hannover.
Nella sua adolescenza sviluppò un rapporto conflittuale con il padre che soffriva di alcolismo cronico e che non tollerava i modi effeminati e le tendenze omosessuali del figlio.
Venne accusato di molestie nei confronti di un ragazzo e rinchiuso in un istituto psichiatrico  da cui scappò sei mesi dopo.
Non mantenne mai un lavoro stabile e incominciò a condurre un’esistenza deviata e dissoluta.
Nel 1914 venne condannato alla pena di anni cinque di reclusione  per furto .
Nel 1917, uscito di prigione e sottoposto a libertà condizionata, riprese una vita criminale inserendosi in una banda di trafficanti.
Nel 1918 uccise nel suo appartamento Friedel  ROTHE.
Arrestato per atti di offesa al pudore e all’onore sessuale trascorse un ulteriore periodo in carcere per molestie ad un minore.
Nel 1923 e 1924 divenne un vero e proprio feroce serial killer uccidendo a distanza  di pochi giorni l’uno dall’altro decine di ragazzi.
Nel maggio del 1924 vennero ritrovate nel letto del fiume 500 ossa appartenenti ad almeno 12 corpi diversi.
Accusato di molestie sessuali dal giovane Karl Fromme  venne sospettato dalla polizia di essere il possibile responsabile di varie scomparse.
Al processo iniziato il 4 dicembre 1924, Haarmann ammise i suoi crimini e venne condannato il 19 dicembre alla pena capitale mediante ghigliottina perché dichiarato colpevole di 24 omicidi.
La sua testa  è conservata tuttora all’Università di Gottingen, il suo corpo riposa , invece, nel cimitero di Hannover.


Modalità di esecuzione dei delitti

Haarmann venne soprannominato “il Lupo Mannaro di Hannover” in quanto uccideva i giovani durante i rapporti sessuali “azzannandoli alla gola” fino a soffocarli.
Nella fase successiva di occultamento e distruzione dei cadaveri, beveva i sangue delle sue vittime e con attrezzi da macellaio ( seghe, mannaie, accette) depezzava i corpi .
Alcune parti le conservava, altre le gettava negli stagni o nel fiume Leine, altre ancora le regalava ai vicini spacciandole per carne suina.


Lucidità mentale o follia omicida?

Haarmann venne giudicato già nella sua adolescenza, allorquando venne rinchiuso nell’istituto psichiatrico, come frenastenico, alienato e socialmente pericoloso.
Il rapporto conflittuale con la figura paterna è probabilmente alla base delle sue tendenze omosessuali e soprattutto del suo atteggiamento  visibilmente  effeminato che lo portò a travestirsi  da donna nell’età adolescenziale.
I medici militari , nel congedarlo per evidenti sintomi di epilessia dalla scuola militare presso cui era stato inviato dal padre all’età di sedici anni, lo dichiararono affetto da schizofrenia giovanile.
Lo psichiatra Theodor Lessing a cui venne affidato  il compito di peritare l’imputato sostenne che gravi turbe  sessuali mossero  il soggetto a uccidere.
Alla sofferenza, al dolore e alla morte delle vittime  corrispondeva un piacere fisico dell’omicida.
Alcuni psichiatri del tempo, invece, lo definirono crudele, ma del tutto capace d’intendere e volere.


Poteva essere fermato prima?

Molte furono le critiche mosse contro la polizia tedesca.

  • Quando venne arrestato nel 1918 per molestie sessuali i poliziotti non operarono alcuna perquisizione nel suo appartamento altrimenti  avrebbero  ritrovato  la testa mozzata di Friedel Rothe che Haarmann conservava gelosamente incartata sotto la stufa.
  • Nel 1923 la polizia non diede credito  all'esposto presentato  da due prostitute  insospettite  da inquietanti colpi di mannaia provenienti dall'abitazione di Haarmann e soprattutto da una maleodorante bacinella di carne custodita sotto il lavabo della stanza del serial killer ( si trattava di viscere e frammenti in cui era stato tagliuzzato il corpo del povero Frizt Franke).
E' anche vero, però, che i vicini di casa non lo denunciarono mai perchè lo ritenevano un soggetto strano , ma innocuo.
Haarmann, infatti, dimostrava nei confronti dei conoscenti una straordinaria generosità che purtroppo nascondeva qualcosa di macabro. Regalava, infatti, a tutti i vicini  indumenti e accessori ( quelli delle sue vittime) e soprattutto grandi quantità di carne che diceva suina, ma che in realtà era umana.


                                                                                                           L.T.




Milano, 9 gennaio 2007