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Pietro Pacciani
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Mario Vanni
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Giancarlo Lotti
Giancarlo Lotti
Barbara Locci e Antonio Lo Bianco
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Scema del crimine - Omicidio di Pasquale Gentilcore  e Stefania Pettini
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Il “Mostro di Firenze”

Erano davvero Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti i responsabili delle terribili uccisioni di otto giovani coppie?



Le ‘macabre’ uccisioni

  • 21 agosto 1968 • Barbara Locci e Antonio Lo Bianco vengono ritrovati uccisi nei pressi di Firenze. Il marito della donna confessa il duplice omicidio e viene condannato alla pena di anni sedici di reclusione.
  • 14 settembre 1974 • Due giovani fidanzati, Pasquale Gentilcore  e Stefania Pettini, vengono uccisi in Borgo S.Lorenzo, loc. Sagginale
  • 6 giugno 1981 • Giovanni Foggi e Carmela de Nuccio vengono uccisi mentre si trovano a bordo di una Fiat Ritmo color rosso scuro.
  • 22 ottobre 1981 • vengono ritrovati i corpi di Stefano Baldi e Susanna Cambi in loc. Tra valle, comune di Cadenzano.
  • 19 giugno 1982 • In loc. Baccaiano  vengono assassinati Paolo Mainardi e Antonella Migliorini.
  • 9 settembre 1983 • Vengono uccisi all’interno di un furgone Volkswagen, nel comune di Scandicci, due ragazzi tedeschi, Horst Meyer e Uwe Rusch.
  • 29 luglio 1984 • Nel comune di Vicchio di Mugello vengono ritrovati i corpi senza vita di Pia Gilda Rontini e Claudio Stefanacci.
  • 9 settembre 1985 • Viene uccisa una coppia di fidanzati francesi.

Tipologia delle vittime

21 agosto 1968 • Barbara Locci e Antonio Lo Bianco vengono ritrovati uccisi nei pressi di Firenze. Il marito della donna confessa il duplice omicidio e viene condannato alla pena di anni sedici di reclusione.
14 settembre 1974 • Due giovani fidanzati, Pasquale Gentilcore  e Stefania Pettini, vengono uccisi in Borgo S.Lorenzo, loc. Sagginale
6 giugno 1981 • Giovanni Foggi e Carmela de Nuccio vengono uccisi mentre si trovano a bordo di una Fiat Ritmo color rosso scuro.
22 ottobre 1981 • vengono ritrovati i corpi di Stefano Baldi e Susanna Cambi in loc. Tra valle, comune di Cadenzano.
19 giugno 1982 • In loc. Baccaiano  vengono assassinati Paolo Mainardi e Antonella Migliorini.
9 settembre 1983 • Vengono uccisi all’interno di un furgone Volkswagen, nel comune di Scandicci, due ragazzi tedeschi, Horst Meyer e Uwe Rusch.
29 luglio 1984 • Nel comune di Vicchio di Mugello vengono ritrovati i corpi senza vita di Pia Gilda Rontini e Claudio Stefanacci.
9 settembre 1985 • Viene uccisa una coppia di fidanzati francesi.


Tipologia delle vittime

Il Mostro colpiva esclusivamente coppiette di giovani che si appartavano in auto nella campagna toscana in cerca di un po’ di intimità.


Modus operandi

Il Mostro colpiva esclusivamente coppiette di giovani che si appartavano in auto nella campagna toscana in cerca di un po’ di intimità.
Le vittime venivano raggiunte da numerosi colpi di pistola esplosi da una beretta calibro 22 Long Riple con munizionamento Winchester serie H.
Al momento del rinvenimento dei corpi, agli occhi degli inquirenti si presentava una scena criminis segnata da un rituale ricorrente in tutti i delitti. La mano assassina infieriva sui cadaveri delle vittime trafiggendoli con numerosi colpi di arma bianca. L’autopsia di Stefania Pettini, la giovane uccisa nel settembre del 1974, riscontrò novantasei ferite, la maggior parte delle quali le erano state inferte dopo la morte.
La donna uccisa veniva, poi, trasportata fuori dall’abitacolo dell’auto e, nuda, veniva posizionata supina sul prato con le gambe divaricate. Le veniva, infine, asportato il pube e il seno sinistro.



Pietro Pacciani e i “compagni di merende”

I sospetti ricadono su Pietro Pacciani, un agricoltore dal passato oscuro.
Nel 1951 aveva ucciso un uomo sorpreso in intimità con la sua fidanzata. Alcuni dettagli relativi alla ricostruzione del fatto e raccontati dallo stesso Pacciani presentano evidenti richiami ai rituali messi in atto dal “Mostro di Firenze”. Il Pacciani aveva visto la ragazza accettare una proposta avanzata da un uomo di Vicchio di Mugello: consumare un rapporto sessuale in cambio di denaro. Nel vederla distesa sul prato a gambe divaricate scoprirsi il seno sinistro, veniva assalito da una furia assassina e uscito allo scoperto prima si era avventato sull’uomo uccidendolo a coltellate e dopo aveva violentato la donna.
Nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione dell’agricoltore il 27 aprile 1992, viene ritrovata nel suo giardino una cartuccia calibro 22 marca Winchester serie H.
Alcuni testimoni dichiarano di aver visto Pietro Pacciani nei pressi dei luoghi dei delitti.
Uno di essi, Giancarlo Lotti, che poi si scoprirà aver partecipato egli stesso agli omicidi, confessa di averlo visto uccidere, insieme all’amico Mario Vanni, i due giovani francesi.


Le vicende processuali. Certezze e dubbi.

Il 2 novembre 1994 Pietro Pacciani viene dichiarato responsabile di sette dei duplici omicidi e condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Firenze. 
In secondo grado, la difesa riesce far sorgere nella Corte d’Assise d’Appello quel ragionevole dubbio che porta ad un stravolgimento del giudizio. Il 26 febbraio 1996, Pacciani viene assolto.
La Corte di Cassazione rileva un vizio di legittimità e annulla la sentenza d’appello. La vicenda processuale si conclude senza giungere ad un accertamento definitivo in quanto il il 22 febbraio 1998 l’imputato viene ritrovato senza vita nella sua abitazione di Mercatale Val di Pesa.
Non si saprà mai se Pietro Pacciani era davvero il Mostro di Firenze oppure se soltanto la vittima di un terribile errore giudiziario.
Di sicuro si sa soltanto che la Giustizia è giunta ad affermare in forma definitiva la penale  responsabilità dei cd “compagni di merenda” Mario Vanni e Giancarlo Lotti, condannati dalla Cassazione a ventisei anni di reclusione.



                                                                                 L.T.



Milano, 10 luglio 2007