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Cogne
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La villetta del mistero
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Annamaria Franzoni, madre di Samuele Lorenzi
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Avv.Carlo Taormina, difensore di Annamaria Franzoni
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Stefano Lorenzi, padre del piccolo Samuele
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Annamaria Franzoni ospite ad una trasmissione televisiva di Mediaset
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Folla di gente raccolta davanti al Tribunale di Torino per entrare ed assistere al Processo sul delitto di Cogne
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Il delitto di Cogne: Il ricordo della drammatica uccisione del piccolo Samuele Lorenzi

A cinque anni dalla morte di 'Sammy' il processo che vede imputata la madre Annamaria Franzoni non è ancora giunto ad una sentenza definitiva.




Cogne è un paese nel cuore del Parco del Gran Paradiso. Un  piccolo centro , in cui in passato veniva estratto il ferro e trasportato a valle per essere lavorato nell’omonima industria siderurgica.
Negli ultimi decenni, la località è rinomata soprattutto per essere una nota stazione sciistica, dove vengono svolte importanti gare di Coppa del Mondo di sci.
Il piccolo centro turistico ospita, durante tutto l’anno, un turismo familiare che offre ai visitatori splendide passeggiate naturalistiche per ammirare i boschi, i torrenti, le cascate, la flora e la fauna del magico Parco valdostano.

Il nome di Cogne, oggi,  è legato purtroppo anche ad un triste evento: la tragica morte di Samuele Lorenzi.
E' una fredda mattina di fine gennaio quando si leva una concitata richiesta d’aiuto: “Mio figlio vomita sangue,venite”. E’ Annamaria Franzoni , madre della vittima che, dopo aver contattato il 118 di Aosta, chiama la vicina di casa - Daniela Ferrod - e  la Dott.essa Ada Satragni . Quest’ultima, sconvolta dalla vista del bimbo, “collassato in una pozza di sangue” , che presenta al capo numerose ferite con “fuoriuscita di materia cerebrale” , tenta un primo soccorso che, poi, si rivelerà del tutto inutile.
All’arrivo dell’elisoccorso, il corpicino del bimbo viene trasportato all’ospedale di Aosta dove si accerta il decesso.
La comunità valdostana è sconvolta. Non si tratta di un incidente. L’autopsia rivela che Samuele è stato ucciso.
I sospetti cadono sin da subito sulla madre della vittima, Annamaria Franzoni.
La donna, in primo grado, con sentenza emessa dal Giudice dell’Udienza Preliminare Dott. Eugenio Gramola in data 19 luglio 2004, viene dichiarata responsabile per il reato di omicidio volontario aggravato del figlio Samuele Lorenzi e condannata alla pena di anni trenta di reclusione.

Il Caso di Cogne presenta caratteri di spiccato interesse penalistico - criminologico .

  • Il ruolo svolto dai mass-media
    I mezzi di comunicazione nell’intento di descrivere ogni più piccolo insignificante elemento di tale vicenda umana e processuale hanno più volte valicato i confini del diritto di cronaca sconfinando nella morbosa curiosità
  • Quando il pubblico si erge a giudice
    La generalizzata attrazione per il mistero e per il crimine veniva e viene ancora oggi periodicamente alimentata dalla pressione mediatica.
    Lettori e telespettatori hanno seguito sin dai giorni successivi il delitto l’evolversi delle indagini e del processo così come rappresentato dai mezzi di comunicazione e si sono divisi in innocentisti e colpevolisti.
  • Indagini difensive
    La difesa di Annamaria Franzoni si è avvalsa in questi anni di un pool di esperti che hanno eseguito numerose perizie tese a fornire ricostruzioni alternative a quella proposta dalla Pubblica Accusa.
    Indipendentemente dalla validità o meno di tali ricostruzioni, è interessante sottolineare che, come avviene nel caso di specie, le indagini difensive, introdotte di recente nel nostro ordinamento , consentono una sempre maggiore parità tra Accusa e Difesa con l’affermazione del principio del ‘giusto processo’.
  • Un processo ‘senza parte civile’
    Non si può fare a meno di constatare  come la persona di cui si è meno parlato in questi anni è proprio il piccolo Samuele. Pagine e pagine di giornali sono state dedicate alla figura di Annamaria Franzoni, sulla quale è stato scritto un libro anche di recente.
    Ogni più piccolo gesto  e comportamento della donna è stato valutato e criticato nei salotti delle più importanti trasmissioni dei palinsesti RAI e  Mediaset.
    L’Avv. Carlo Taormina difende la madre della vittima con una 'strategia di attacco' contro giudici, Pubblica Accusa e abitanti di Cogne che passa anche attraverso una strumentalizzazione dell’uso dei mezzi di comunicazione di massa.
    E’ , però, triste pensare che, tra tanto clamore di folla, di giornalisti, di sostenitori e accusatori di Annamaria, non ci si soffermi a osservare che nell’Aula di Giustizia, in cui si svolge il processo per accertare la Verità Processuale circa la crudele uccisione del piccolo Samuele, la sedia della parte civile, sempre presente in processi di rilievo come questo , è rimasta vuota.
    La famiglia del bambino è ora compatta, tesa a dimostrare l’innocenza di Annamaria.
    Gli interessi del bimbo, violentemente ucciso il 30 gennaio 2002 nella sua casa di Montroz, dove forse si sentiva protetto da tutto e tutti, sono nelle mani della sola Pubblica Accusa.
    Tutti confidiamo che si possa arrivare al più presto alla Verità dei fatti.
Nel frattempo , in queste fredde notti invernali, ai piedi del Gran Paradiso, alzando gli occhi al cielo ci sembra di scorgere da ormai cinque anni una nuova piccola stella…il sorriso di un angelo.



                                                                                                         L.T.


Aosta, 30 gennaio 2007