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Anna Politkovskaja
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Omon
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Omon, Corpi speciali russi
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Esterno del Teatro Dubrovka
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Mosca: Omicidio della giornalista che denunciava gli orrori della guerra in Cecenia

Anna Politkovskaja uccisa per le sue indagini sulle violazioni dei diritti umani



E’ l’8 ottobre 2006 quando Anna Politkovskaja, una delle giornaliste più famose della Russia, viene uccisa con quattro colpi di pistola nell’ascensore della sua casa.
L’assassino ha agito a volto scoperto. E’ stato ripreso da una telecamera all’esterno dell’edificio, ma i pochi fotogrammi e il cappellino con visiera calata sugli occhi non hanno ancora permesso agli inquirenti di identificarlo. E’ molto probabile che si tratti di un killer professionista.
E’ possibile che prima o poi la Procura individui il nome dell’assassino su commissione, ma ci si chiede soprattutto chi sia il mandante dell’omicidio.


Possibile movente

Anna Politkovskaja, giornalista della Novaja Gazeta, era conosciuta per le sue inchieste sulle violazioni dei diritti umani commessi dalle Autorità Russe  nel corso della Guerra in Cecenia.
Basti pensare che l’ultimo articolo su cui stava lavorando era sottotitolato “L’uso della tortura nel programma antiterrorismo in nord Caucaso”.
Alcuni articoli della giornalista uccisa, che riguardavano la sparizione a Grozny di un ventiseienne studente universitario ceceno, erano stati utilizzati dalla Magistratura Russa per incriminare tre ufficiali.
Il ragazzo, secondo la ricostruzione operata da Anna Politkovskaja e poi confermata nel corso del processo contro Sergei Lapin, ex ufficiale degli Omon (Corpi Speciali della Polizia Russa), era stato arrestato e torturato a morte: picchiato con bastoni, sottoposto a elettroshock, strappati i denti, tagliate le orecchie, spezzate le braccia.
Il processo si è concluso nel 2005 con la condanna di Lapin a 11 anni limitatamente ai reati di abusi, maltrattamenti aggravati e falsificazione di documenti.
Lapin a cui era stata revocata durante il processo la misura cautelare in carcere perché “non costituiva  una minaccia all’ordine pubblico” è stato dichiarato irreperibile.


L’affetto della gente

Nei quaranta giorni successivi alla sua prematura scomparsa, l’affetto della gente si è fatto sentire con fiori e candele. Erano i suoi “lettori”, ma nessuna autorità politica. Migliaia di persone ai funerali, le delegazioni di dieci Stati stranieri, ma nessuna autorità russa.
Il 10 ottobre 2006 il Presidente in una conferenza stampa parlando dell’omicidio di Anna rilascia ai giornalisti di tutto il mondo un'inquietante dichiarazione: “Questa persona aveva un atteggiamento critico nei confronti delle autorità russe, ma è giusto che voi sappiate che non aveva alcuna influenza sulla politica russa. Era conosciuta solo nell’ambiente dei giornalisti, nelle organizzazioni per diritti umani e in occidente, ma ripeto la sua influenza sulla vita politica del nostro Paese era minima”


La strage del Teatro Dubrovka

E’ il 23 ottobre 2002 quando un gruppo di terroristi ceceni irrompe in un teatro di Mosca e prende in ostaggio centinaia di persone. Il commando chiede il ritiro delle truppe russe dal Caucaso.
Anna Politkovskaja, in questa difficile situazione, fa da mediatore tra il governo e i terroristi.
“Sono rimasta molto colpita dalle condizioni psicologiche in cui si trovano gli ostaggi.Sono disperati, sono rassegnati a morire”, racconta la giornalista mentre era ancora in corso l’operazione  e dopo essere uscita dal teatro dove si era recata per tentare alcune trattative e per portare acqua.
All’alba del 26 ottobre le forze speciali della Brigata Alpha entrano nel teatro e utilizzano un gas paralizzante che poi diventerà letale non solo per i terroristi, ma anche per molti ostaggi.
Un’operazione che mirava ad ottenere un risultato con la forza, una forza che ha ucciso in quell’occasione 174 inermi ostaggi.
Il numero delle vittime non è stato fornito dal Governo russo. Il comitato delle vittime di Dubrovka ha dovuto individuare i parenti e le persone decedute cercandole negli ospedali, negli obitori e nei cimiteri.


                                                                                             Liala.Todde - Avvocato penalista