DURA LEX SED LEX
immagini correlate
articoli correlati
criminologia > Violenza sulle donne
carattere piccolocarattere mediocarattere grande

Il volto oscuro di Milano: passeggiata tra le vie dove si vive di sfruttamento della prostituzione

Ragazze, trans e ‘femminielli’ ridotti in schiavitù per soddisfare il sempre florido mercato del sesso




Era il 1958 quando veniva varata la legge Merlin, che avrebbe dovuto rappresentare una svolta nella lotta alla
prostituzione.
Il testo normativo vietava “l’esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato e nei territori
sottoposti all’amministrazione di autorità italiane” (1) .
Sono trascorsi ormai cinquant’anni dall’adozione di tale provvedimento eppure la questione è oggi ancor più discussa
e allarmante.
Sfruttamento della prostituzione è oggi sinonimo di riduzione in schiavitù. E’ illusorio pensare che il “mestiere
più vecchio del mondo” venga ora svolto da soggetti consenzienti. Salvo isolati casi di  individui, che comunque
vivono dolorose situazioni di miseria, disagio o emarginazione di cui la società avrebbe il dovere di farsi carico,
nella maggior parte dei casi donne e ragazzini sono ‘fonti di lucro’ di organizzazioni criminali.
La cronaca nera fa entrare in maniera dirompente nelle case degli italiani le modalità e i numeri dello
sfruttamento, fungendo da cassa di risonanza di ciò che viene provato quotidianamente nelle aule di giustizia.
Eppure, a chi si finge ignaro del ‘marciume’ che imperversa le nostre città, si contrappongono i perbenisti che
addirittura lo alimentano. Anche la prostituzione sottostà alle dure regole del mercato: la domanda ingurgita
l’offerta sempre crescente.
Se in queste calde sere di mezza estate facciamo una bella passeggiata tra le vie di Milano incontriamo russe,
ucraine, moldave, bulgare e rumene sotto il controllo di clan albanesi, rumeni e slavi.
Nei giardinetti e tra le automobili parcheggiate ai lati del Parco di Porta Venezia ragazzi si vendono per
benestanti in cerca di trasgressione. Per coloro che sprofondano nella perversione allora c’è sempre il mercato dei
‘bambini-oggetto’ di Piazza Trento. I trans e viados passeggiano per via Melchiorre Gioia e Viale Zara sotto il
controllo di albanesi e sudamericani. Organizzazioni cinesi gestiscono, invece, tossicodipendenti italiane e
asiatiche a Gran Sasso, Piccinni e Caiazzo.
Pendolari e turisti hanno, infine, la possibilità di ammirare nella Stazione del capoluogo lombardo e in viale
Abruzzi ben 200 prostitute.


                                                                                           L.T.

____________________________________________
(1) Art.1  l.75 del 20 febbraio 1958 – “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo
sfruttamento della prostituzione altrui”, G.Uff. 4 marzo 1958 n.55



Milano, 26 lugio 2007