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Lo spam: la piaga degli Internauti

Lo spam è un fenomeno in costante evoluzione col quale, purtroppo, tutti gli utenti informatici si devono prima o poi confrontare. Ma cos'è di preciso lo spam?

La parola spam è la contrazione dell’inglese Spiced Ham, il prosciutto in scatola che costituiva il rancio dei soldati americani. Una gag satirica (riguardo alla politica esagerata di razionamento dei viveri durante la seconda guerra mondiale) del famoso gruppo comico inglese dei Monty Python in cui la parola “spam” veniva ripetuta in modo ossessivo ha fatto sì che questo termine venisse utilizzato per identificare quei messaggi pubblicitari che vengono inviati in modo massiccio ad utenti che non hanno dato l’autorizzazione per riceverli.

Gli antenati dello spam erano i messaggi pubblicitari diffusi via fax o telefono. Con la diffusione di Internet lo spam ha trovato terreno fertile per crescere a dismisura, la posta elettronica, che rende possibile raggiungere potenziali vittime da una parte all’altra del globo. Il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali, che al giorno d’oggi quasi tutti gli utenti dotati di posta elettronica possono dire di aver ricevuto dello spam nella propria casella.

Diamo una definizione precisa:
Lo spam è una comunicazione elettronica contenente un messaggio o un riferimento ad un messaggio di carattere promozionale o perfino illegale, spedita ad un grande insieme di utenti che non hanno dato precedentemente consenso per riceverlo

Si noti come nella definizione precedente si sia omesso qualsiasi riferimento alle email, dato che lo spam non è un fenomeno limitato esclusivamente ad esse, anche se è l’aspetto più diffuso. Altri servizi che possono essere oggetto di spam sono per esempio l’instant messaging, i forum, i blog.
Tra i contenuti che il messaggio di spam intende promuovere, possono esserci ad esempio l’acquisto a basso costo di medicinali costosi o difficilmente reperibili (es: viagra), prodotti illegali, materiale pornografico, siti web, fino ad arrivare addirittura alla promozione di tools e software per effettuare spam o per combatterlo (!).

Quali sono le vittime dello spam? Lo spam danneggia l’utente che lo riceve, il quale consuma tempo per scaricare gli innumerevoli messaggi non desiderati, tempo per distinguere le email valide dallo spam e spazio sul disco fisso occupato da queste email.
Lo spam danneggia inoltre l’ISP (Internet Service Provider) che fornisce il servizio di mail all’utente, dato che per ricevere lo spam esso utilizza banda al pari che per le altre email. L’ISP spende inoltre risorse e denaro per gestire sistemi per contrastare lo spam sui propri servizi.

Come difendersi dallo spam? La miglior difesa è la prevenzione, cioè non distribuire indiscriminatamente il proprio indirizzo email e limitarne l’inserimento all’interno di siti web, forum e blog. Questo spesso non è possibile: molti siti prevedono una procedura di registrazione e richiedono l’indirizzo email dell’utente per accedere ai propri servizi. Inoltre, comunicare il proprio indirizzo email solo a conoscenti ed amici potrebbe non essere sufficiente, dato che essi potrebbero essere meno accorti e distribuirlo inconsapevolmente, per esempio aggiungendolo in carbon copy (cc) ad una mail spedita a più persone. E poi, "l'anonimato assoluto non è utile, né nella vita reale, né nel Web" (Scott Culp, manager del Security Response Center di Microsoft).
Anche se non sempre è possibile per l’utente impedire che il proprio indirizzo email sia catturato dagli spammer (coloro che inviano lo spam), sono disponibili strumenti utili a limitare o impedire la ricezione di spam, gli anti-spammer, che possono essere installati direttamente sul computer dell’utente oppure essere forniti dal Internet Service Provider.

In un prossimo articolo analizzeremo nel dettaglio gli accorgimenti utili a prevenire lo spam, sia dal punto di vista dell’utente che dal punto di vista dei webmaster, e descriveremo il funzionamento degli antispammer. 

                                                                                                        D.F.